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Biden un incapace di successo

Biden un incapace di successo. La definizione che  meglio di tutte descrive l’attuale presidente degli Stati Uniti d’America. Joe Biden fa una marea di errori. Però siede alla Casa Bianca.

Il re degli sbagli

Protagonista di una strategia sbagliata, che portò ad un ritiro rovinoso dall’Afghanistan. Talmente tanto rovinoso che apparve per quello che era : una fuga.

Gli americani dovevano per forza di cose disimpegnarsi dall’Afghanistan. Ma il mondo è rimasto scioccato dal fatto che i talebani abbiano riconquistato il paese in sole due settimane. Quello dell’aeroporto di Kabul, peggiore di quello dell’ambasciata americana  a Saigon.

Ieri sembra averne azzeccata una, con l’uccisione da parte di un drone americano di al-Zawahiri, attuale numero uno di Al. – Qaeda. Ma si tratta più di una riparazione, che ha punito una delle menti del 11 settembre, che di una vittoria operativa vera e propria.

Si è impantanato in Ucraina

Pensava di mettere sotto scacco la Russia, invece è riuscito ad evidenziare la debolezza del blocco occidentale. La guerra va per le lunghe, e nel frattempo alcune potenze emergenti stanno facendo sentire il loro peso.

La Turchia, importante partner della NATO, è determinante prendendo anche un ruolo fortemente autonomo di confronto diretto con la Russia, bypassando gli USA.

Come sempre si assiste ad un’Europa divisa, dove gli stati seguono strategie differenti. Ma il comportamento fortemente indipendente e poco allineato nei fatti di Francia e Germania, non giova al prestigio della coalizione.

Inoltre si è rafforzato in maniera preoccupante il legame tra i cinesi e i russi. Smentendo la teoria di parte degli strateghi statunitense, secondo la quale per ragioni commerciali la Cina sarebbe stata più terza in questa situazione.

Ora azzarda su Taiwan

Oggi lo speaker della camera Nancy Pelosi va in visita ufficiale a Taiwan. Probabilmente il presidente americano non riesce a trattenere l’esuberanza della lady di ferro del progressismo d’ oltreoceano.

Non è certo sbagliato il sostegno a un alleato. Bisogna farlo però nel modo giusto. Gettando prima le condizioni per poterlo fare efficacemente.

La guerra fredda fu vinta perché sapientemente Nixon, ascoltando Kissinger seppe dividere russi e cinesi. Togliendo la parentesi critica del fallimentare Jimmy Carter, sia Gerald Ford che Ronald Reagan  portarono avanti questa linea. George Bush senior, riuscì a intestarsi il crollo dell’Unione Sovietica.

Ma mai come adesso Cina e Russia sono vicine, e questo atteggiamento le unirà ancora di più. I mercati asiatici sono già crollati, perché sanno bene che Pechino non accetterà mai una forte presenza americana in supporto di Taiwan.

Qualcuno potrebbe pensare che Baden sta rilanciando su Taiwan, per convincere i cinesi a staccarsi dai russi. Ma in questo momento è un’utopia.

Smentita anche dal fatto che il segretario di stato americano Antony Blinken, abbia aperto un canale di dialogo con il ministro degli esteri Russo Lavrov. Concordando sulla necessità di normalizzare le relazioni.

Quindi Baden sta giocando su più tavoli, e questa potrebbe essere una mossa giusta. Però non può azzardare sperando che oggi la Russia si stacchi immediatamente dalla Cina. Per normalizzare i rapporti veramente ci vorrà del tempo e le elezioni di medio termine sono molto vicine. Il tempo non lavora per il presidente americano.

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