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Che cos’è il Kair Laser, l’acchiappa batteri pensato contro il Covid

Sicuro e sostenibile, il Kair Laser di Eltech K-Laser, aspira l’aerosol emesso dalle persone ed elimina gli agenti patogeni presenti negli ambienti chiusi. Avrà più successo degli snobbati sistemi di ventilazione meccanica anti Covid?

La prossima arma contro il Covid potrebbe essere un laser. A idearlo è stato l’ingegnere Francesco Zanata, cofondatore di Eltech K-Laser, un’azienda da circa 10 milioni di fatturato e 30 mila utilizzatori dei suoi prodotti nel mondo.

Sicuro e sostenibile, il Kair Laser, questo il nome dato all’innovazione, sfrutta la luce media-infrarossa per sanificare gli ambienti aspirando all’interno di un tubo gli agenti patogeni che poi vengono distrutti dal laser.

COME FUNZIONA IL KAIR LASER

Il Kair Laser, come ha spiegato Zanata in un’intervista di Area Science Park, funziona attraverso un filtro realizzato da una camera che viene saturata di raggio laser: “C’è un grande pannello di aspirazione in varie forme e in vari modelli, diversi a seconda dell’esigenza che aspira l’aerosol emesso dalle persone nell’ambiente e viene attraversato da un potentissimo raggio laser”.

“Questo raggio laser – afferma l’ingegnere – ha il potere di distruggere immediatamente, nel giro di un secondo, ogni sostanza organica o inorganica che passa attraverso questa barriera di molteplici fasci laser”.

È PERICOLOSO?

A chi si preoccupa dei rischi del laser risponde Giulio Cerullo, professore di Fisica del Politecnico di Milano, presidente della Divisione di Elettronica quantistica e Ottica della Società europea di Fisica e organizzatore della conferenza europea sui laser, il quale ha svolto una valutazione su richiesta del professor Giuseppe Remuzzi del Mario Negri.

In un’intervista al Corriere della sera ha spiegato che non c’è pericolo per gli esseri umani perché “la tecnologia [del Kair Laser, ndr] è largamente usata nell’industria dagli anni Ottanta e dunque è sicura”.

PERCHÉ È INNOVATIVO E SOSTENIBILE

Alternative come i filtri Hepa sono molto efficaci, tuttavia, richiedono il cambio di filtri che non sempre viene fatto frequentemente e pone anche il problema della sostenibilità. Il Kair Laser, invece, sottolinea Zanata, “non ha filtri da sostituire, non esistono filtri e quindi non ha materiale da riciclare o da smaltire”.

Questo non solo lo rende ecologico, ma ha anche una grande autonomia e la durata della sorgente laser supera i cinque anni.

IN QUALI AMBIENTI SI POTREBBE UTILIZZARE

Come ha spiegato il suo ideatore, il Kair Laser sarebbe perfetto per i posti più a rischio, “per esempio nel settore medico, nelle sale di ricovero dei pazienti che potenzialmente possono infettare anche il personale medico o il personale sanitario”.

Ma sarebbe l’ideale anche nelle scuole dove il problema della ventilazione non è mai stato risolto o sui mezzi di trasporto.

Questo dispositivo, infatti, fa notare Zanata, “non è uno sterilizzatore soltanto dell’ambiente perché se io vado a sterilizzare solo l’ambiente, poco conta se poi mi entrano in questo ambiente delle persone che magari hanno una carica virale o batterica elevata e quindi di nuovo immettono questi batteri”.

Inoltre, l’ingegnere ha spiegato che, se validato, potranno esserci vari modelli personalizzati a seconda delle esigenze.

LA VERIFICA SCIENTIFICA

Serena Zacchigna, direttrice del Laboratorio di Biologia Cardiovascolare dell’ICGEB, nell’intervista di Area Science Park, ha raccontato come è stata svolta la verifica del dispositivo.

Il laboratorio ha infatti aiutato Eltech K-Laser a verificate scientificamente se le lunghezze d’onda selezionate sono in grado di uccidere diversi tipi di virus e batteri presenti in aerosol ricreando una situazione reale come per esempio quando parliamo e disperdiamo nell’aria delle microparticelle responsabili del contagio.

L’obiettivo, ha detto Zacchiglia, è stato quello di “far comprendere i meccanismi con cui la luce laser a diverse lunghezze d’onda interagisce con i tessuti biologici” attraverso basi scientifiche.

COSA NE PENSANO GLI ESPERTI

“Devo dire che in questi anni di emergenza a causa del Covid-19 sono stato chiamato spesso per validare delle tecnologie. E spesso non avevano un fondamento. Nel caso del prototipo del Kair Laser di Zanata il fondamento scientifico invece esiste”, ha dichiarato Cerullo.

A CHE PUNTO SIAMO

Andrea Morante, cofondatore di Eltech K-Laser insieme a Zanata, ha anticipato al Corriere che sono già state aperte “discussioni con la VMD-Health in Gran Bretagna e la tedesca Ecolog Deutschland”.

Insomma, l’idea c’è, il prototipo anche e Zanata ha brevettato l’idea. Non resta dunque che vedere quale sarà la risposta del mercato.

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