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Democraticamente indegni

Democraticamente indegni .Si deve sempre avere rispetto, in democrazia degli avversari. Però ci sono certe palesi violazioni delle basi in merito all’onestà intellettuale che mi portano a mettere da parte il bon ton.

In politica si può essere incoerenti ed ipocriti. Ma un limite di decenza è irrinunciabile.

Le posizione del Partito Democratico

Un partito modello di svergognata incoerenza

Di alterigia nell’ipocrisia. Molti sui esponenti erano restii a prestare servizio di leva . Oggi il loro partito si atteggia a  falco interventista.

Nulla di strano. Gore Vidal lo scrisse sull’impeto di George Bush junior e Dick Cheney . Due imboscati, ai tempi del Vietnam. Due zelanti assertori dell’armiamoci e partite. Colin Powell il vero soldato, militare di carriera era più prudente. Il problema vero è il pretendere la superiorità morale nel tacciare di filo putiniano chiunque parli di pace.

La Russia  adesso è divenuto il male assoluto. Io sono abbastanza concorde con quanto diceva Ronald Reagan dell’Unione sovietica.  La definiva l’impero del male. Ma oggi e Russia di Putin non è l’Unione sovietica. Qualcuno vuole trovarvi una continuità. Come diceva Andreotti ogni governo è figlio del governo precedente. L’eredità per forza di cose è oneri e onori. Ogni nazione ha una storia.

Glorie e fardelli da dover portare nella coscienza nazionale di appartenenza. Sicuramente una parte dell’apparato sovietico ha resistito.

Ma c’è anche da dire che l’occidente non fece abbastanza per inserire la Federazione Russa tra le democrazie. Per aiutare la transizione democratica. Bisognava favorire questa fase di passaggio.

Sostenere la leadership di una Gorbačëv che voleva la pacificazione con l’occidente.

L’amnistia Togliatti permise a molti ex fascisti di restare a lavorare per uno stato.

Questo non dissuase gli alleati da inserire stabilmente l’Italia tra le democrazie.

Buttato giù il muro bisognava costruire ponti. Come si auspicava Ronald Reagan. Come mancò di fare Bush senior.

Tornando al Partito Democratico

Probabilmente di democratico ormai resta solo il nome.  Lo specchietto per le allodole. Fanno la morale a chiunque cerchi una via di di intesa con la Federazione Russa . Neanche l’olocausto nucleare li spaventa.

Non si spiegherebbe mai a ragionare con quello che considerano un regime liberticida.

Eppure tanti di loro non avevano tutte queste remore, quando si trattava di volare a Mosca.  Allora capitale dell’Unione Sovietica.

Quando si trattava di ossequiare Breznev , nessuna remora morale.

Il regime di allora non era dittatoriale?

Era politicamente corretto?

È vero alcune prese di distanza ci furono. Alcune rotture lodevoli. Ma non furono mai sostanziali. Non venne messa in discussione la fedeltà al Pcus

Sugli euromissili c’era una posizione ben chiara.

Sempre non patriottici

In fondo si tratta di un partito disposto a guardare a tutti, fuorché all’Italia.

Un periodo, i post comunisti erano innamorati di Jospin

Poi arrivo l’infatuazione per Tony Blair.

Da un po’ di tempo a questa parte accentuano un atlantismo esasperato.

Talmente tanto esasperato, da voler rappresentare il baluardo del sì a tutti i costi all’alleato americano in Italia.

Ma questo è anche abbastanza chiaro.

Quando non si è credibili per la propria storia, si deve essere disposti a tutto per farsi accettare come interlocutore. Anche all’asservimento più vile. Però la loro politica non fa il bene dell’Alleanza Atlantica.

E neppure è attrattiva per gli americani.

L’Alleanza Atlantica viene danneggiata perché, l’oltranzismo sta compromettendo i rapporti tra Usa e Europa. Ci sono dei governi sempre più isolati, come in Italia, da dei cittadini sempre più contraria alla guerra. Un opinione pubblica favorevole ad una soluzione diplomatica.

Le sanzioni rischiano di minare l’economia Europea.

Potrebbe rinfocolarsi un forte antiamericanismo nel vecchio continente.

E per quanto riguarda gli alleati americani, il Pd non è un buon affare. Semplicemente perché un partito vassallo, non può rappresentare il popolo italiano.

Bisogna rimanere nell’alleanza Atlantica e leali verso gli alleati americani .

Ma deve farlo chi dimostra di avere a cuore soprattutto gli interessi italiani. A lui gli italiani si affideranno.

Essere alleati non vuol dire essere succubi.

Un succube dice sempre di sì. Un alleato tratta .

Un alleato resta leale quando cambia il vento, un servo spesso cambia padrone. Un amico ti aiuta a riconoscere i tuoi errori. Uno yes man te ne fa fare dei peggiori.

Ti porta a credere di essere sempre nel giusto.

Non dà un valore aggiunto, annuisce servilmente.

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