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F-35 e non solo, quale sarà il contributo della Finlandia alla Nato

Il presidente finlandese, Sauli Niinisto, e la premier, Sanna Marin, hanno annunciato il loro sostegno all’adesione del Paese alla Nato. Fatti e approfondimenti

La Finlandia prosegue nel suo percorso di avvicinamento alla Nato.

A confermarlo è stato il ministro degli Esteri finlandese Haavisto Pekka durante un’audizione al Parlamento europeo di Bruxelles. “La Finlandia vuole aumentare la propria sicurezza e la propria stabilità attraverso l’ingresso nella Nato. Come hanno detto il nostro presidente e la nostra prima ministra, vogliamo continuare nel nostro processo di adesione all’Alleanza atlantica”, ha detto Pekka.

Il Paese “deve presentare domanda per l’adesione alla Nato senza indugio”, hanno scritto in una nota odierna il presidente finlandese Sauli Niinistö e la premier Sanna Marin.

Attesa nei prossimi giorni la mossa simile della Svezia.

L’invasione dell’Ucraina da parte di Mosca ha spinto Finlandia e Svezia ad aderire alla Nato. Così l’Alleanza atlantica potrebbe presto accogliere partner preziosi per scoraggiare qualsiasi futura aggressione russa.

Sarebbe anche la più grande espansione della Nato da quando gli stati baltici si sono uniti nel 2004, probabilmente considerata da Putin come un’altra incursione nella sfera di influenza della Russia.

E come sottolinea il Time, Stoccolma e Helsinki soddisfano già i criteri di adesione alla Nato: democrazie funzionanti; relazioni di buon vicinato; confini chiari e forze armate che sono al passo con gli alleati.

“Nel caso finlandese, la compatibilità è stata una decisione consapevole. Dalla fine della guerra fredda, abbiamo mantenuto un’opzione per entrare a far parte della Nato e assicurato che il nostro esercito fosse sviluppato di conseguenza”, sottolinea l’ex primo ministro finlandese Alexander Stubb in un editoriale sul Financial Times.

Infatti la Finlandia spende già quasi il 2% del prodotto interno lordo per la difesa. Dispone di 62 caccia F-18 e ha recentemente finalizzato l’acquisto di 64 F-35. Ha una riserva permanente di 900.000 uomini e donne, con una capacità di aumentare la mobilità in tempo di guerra a 280.000.

La decisione definitiva del governo finlandese verrà annunciata domenica.

Tutti i dettagli.

LA DECISIONE DI HELSINKI

“Durante questa primavera si è svolta un’importante discussione sulla possibile adesione della Finlandia alla Nato”, si legge nel  comunicato del presidente e premier finlandesi.

“C’è voluto del tempo per lasciare che il Parlamento e l’intera società prendessero posizione sulla questione. È stato necessario del tempo per stretti contatti internazionali con la Nato e i suoi Paesi membri, nonché con la Svezia. Abbiamo voluto dare alla discussione lo spazio necessario. L’adesione alla Nato rafforzerebbe la sicurezza della Finlandia. In quanto membro della Nato, la Finlandia rafforzerebbe l’intera alleanza di difesa. La Finlandia deve presentare domanda per l’adesione alla Nato senza indugio. Ci auguriamo che i passi nazionali ancora necessari per prendere questa decisione vengano presi rapidamente entro i prossimi giorni”, conclude la dichiarazione congiunta.

IL COMMENTO DI STOLTENBERG

L’adesione della Finlandia alla Nato avverrà “senza intoppi” e rapidamente: lo ha detto oggi il segretario generale dell’Alleanza, Jens Stoltenberg.

IL CONTRIBUTO DELLA FINLANDIA ALLA NATO

La Finlandia ha mantenuto un esercito relativamente numeroso dalla fine della Guerra Fredda, con 12.000 soldati, una flotta di 55 caccia F-18 – presto sostituiti da F-35 di quinta generazione – e circa 600 pezzi di artiglieria.

La difesa militare della Finlandia è organizzata attraverso la coscrizione obbligatoria, un’anomalia che molti paesi europei hanno abolito. Quindi Helsinki addestra 20.000 coscritti all’anno, con un potenziale esercito da campo mobilitato in tempo di guerra di 280.000 truppe pronte al combattimento, insieme ad altri 600.000 riservisti.

IL BUDGET DELLA DIFESA

Inoltre, la spesa per la difesa è già allineata all’obiettivo Nato di 2% del Pil.

Il budget per la difesa finlandese di quest’anno è fissato a 5,1 miliardi di euro, l’1,9% del PIL. Solo due anni prima, la quota del Pil della difesa era dell’1,3%. Questo rapido aumento può essere spiegato con l’acquisto di nuovi aerei da combattimento F-35. Proprio lo scorso febbraio la Finlandia ha firmato un accordo da 9,4 miliardi di dollari per l’acquisto di caccia statunitensi F-35.

Ma anche la guerra in Ucraina ha spinto le richieste per aumentare ulteriormente il budget.

IL COMMENTO DEGLI ESPERTI

“Se questi due paesi dovessero aderire, rafforzerebbe la deterrenza della Nato – e se la deterrenza fallisse la sua difesa collettiva – nelle regioni artiche, nordiche e baltiche”, ha affermato Leo Michel, ricercatore del Consiglio Atlantico.

Come la Svezia, “la Finlandia acquisirebbe la deterrenza nucleare con la Nato, cosa che non potrebbe fare da sola”, ha commentato Charly Salonius-Pasternak, ricercatore presso l’Istituto finlandese per le relazioni internazionali.

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