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Friday for future un cavolo: andate a scuola che così salvate meglio il pianeta!

Cari sindaci, presidi, candidati sindaci e professori e ragazzi, e cara Greta: non pensate che avrebbe tutto davvero molto più valore se la manifestazione non fosse durante un venerdì mattina in orario scolastico, ma magari durante un semplice venerdì pomeriggio? Il post di Diana Zuncheddu

Venerdì scorso, alle 7.50, ricevo un wapp da mio figlio sedicenne: vado a manifestare.

Doveva essere in classe alle 8, lo ho chiamato subito agitata urlandogli: se vai a manifestare sei mortoooooooooo. Stava scherzando. Due giorni prima aveva tra l’altro consegnato un tema alla sua prof sulla folla vista da Manzoni, Renzo a Milano, le proteste per il prezzo del pane. Del pane.

E aveva scritto che a lui le manifestazioni non piacciono, che gli altri le facciano pure ma lui preferisce stare solo, e che non provino a convincerlo di niente.

Mia figlia tredicenne, primo anno di liceo, oggi mi ha mandato una foto della bacheca della scuola dove qualcuno – lei sostiene addirittura i professori – hanno appeso un volantino della manifestazione prevista domani.

In realtà c’è scritto che c’è una manifestazione domani mattina e un’altra sabato pomeriggio – la rappresentante di statuto di TUTTO il liceo, mamma, ha detto che se abbiamo pennarelli e cartelloni prepariamo gli striscioni oggi pomeriggio – sì tesoro, istituto, istituto con la I. Scommettiamo che la manifestazione di sabato pomeriggio andrà deserta?

I miei figli non sanno nemmeno cosa sia, il pianeta.

Sarà  come al solito colpa mia, non li ho informati e stimolati abbastanza, non faccio i pipponi anche su questo. Li faccio già su tutto il resto, sai com’è. L’unico pippone sul tema che posso aver fatto è sulla differenziata: visto che ora la facciamo noi cittadini e mezza cucina é occupata dai bidoni, e se vai in vacanza devi chiedere un appuntamento in comune per capire le regole della differenziata lì, perché sono ovviamente diverse da qui – le tasse sui rifiuti potevano pure abbassarle. E poi, come dice la mia amica Desi, a Milano siamo svizzeri e però al Cairo buttano tutti tutto dentro il Nilo e quindi poi il Mediterraneo ci credo che non è mai pulito. Tra parentesi a Milano siamo talmente  svizzeri che un primo dell’anno l’ispettore del condominio è venuto a casa mia a cercare gusci di vongole – ha aperto i bidoni uno per uno –  sosteneva che qualcuno la notte di capodanno avesse osato cucinare la pasta alle vongole e avesse buttato i cocci nel posto sbagliato. E no, non ero io, per fortuna quel capodanno ero da amici. Non staremo esagerando?

Ma allora, perché i miei figli vogliono andare alla manifestazione? Dove tra l’altro ci sono e saranno i soliti infiltrati violenti che si fanno poi manganellare dalla polizia? “Perché ci vanno tutti mamma, sto in classe da sola?”. Secondo me, è banale, per perdere ore di scuola, come se negli ultimi due anni non ne avessero perse abbastanza.

Sicuramente i figli degli altri sanno tutto di ambiente, di Greta, di riscaldamento globale e di carbon fossile. Epperó. Noi adulti cosa sappiamo?

Cari presidi, insegnanti, candidati sindaci e candidati consiglieri comunali  (si, ora c’è anche questa fattispecie, per fortuna durerà soltanto fino a sabato, almeno a Milano) mi piacerebbe molto che i miei figli, per onorare il tema del green, che è serissimo, studiassero ancora più chimica, fisica e biologia e capissero qualcosa di più su come forse l’idrogeno ci salverà, o su come il sole tra qualche centinaio di anni magari ci arrostirà comunque, o su come l’elettrico è verdissimo ma poi qualcuno che lo paga ci vuole. Mi piacerebbe che studiassero per ore, per trovare soluzioni, non per continuare a sentirsi in colpa perché esistiamo e li abbiamo cresciuti usando i pannolini usa e getta.

Cari sindaci, presidi, candidati sindaci e professori e ragazzi, e cara Greta: non pensate che avrebbe tutto davvero molto più valore se la manifestazione non fosse durante un venerdì mattina in orario scolastico, ma magari durante un semplice venerdì pomeriggio?

E non mi venite a dire che non essendoci un planet B la cosa é urgente, e se non saltaste la scuola vi si noterebbe di meno: noi adulti di un certo tipo vi noteremmo di più, vi considereremmo più seri,  motivati e appassionati finalmente di qualcosa che non sia uno schermo piatto.

Noi adulti di un certo tipo. Gli adulti di altro tipo si fanno le foto con voi in piazza come al red carpet di Venezia e vi sostengono, dicono.

Io no, io se becco i miei figli in manifestazione non li sostengo affatto, sono morti. Morti. Levo telefono, iPad e cialtronerie varie e li mando tutti i giorni a buttare la spazzatura.

Vedrai che se lo inventano, allora, un modo per incenerire i rifiuti in casa e non dover toccare più le buste umide dell’umido.

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