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Giulia Lucenti è morta 24 ore dopo il vaccino, a 16 anni: niente autopsia

Giulia  Lucenti è morta 24 ore dopo la somministrazione del vaccino Pfizer, aveva 16 anni. Di covid, a quell’età, non sarebbe morta di certo. Perché se n’è andata quel 9 settembre? Non è rilevante. E’ morta, punto.

Aprire un fascicolo disponendo l’autopsia sarebbe stata cosa normale, ma nell’era dell’eterna emergenza di normale non è rimasto un bel nulla. Ce ne sono tanti di ragazzi in giro, uno più uno meno, fa poca differenza. I quotidiani non ne parlano, i Tg vade retro, Satana!, e per Giulia si è aperto subito il buco della memoria. Quell’oblio coatto, preconizzato da Orwell, che oggi è divenuta una voragine della memoria. Un maelström che risucchia tutto e tutti.

E’ disponibile una sola storytelling, a reti unificate. Un’informazione liofilizzata valida per tutti: prendere o lasciare. Si chiama libertà d’informazione.

I genitori di Giulia Lucenti

“Perché la verità interessa solo noi genitori? Non sapere nulla fa ancora più male. Vogliamo sapere perché Giulia è morta. Che ce la diano questa verità” così i genitori di Giulia. E’ già passato un mese e mezzo, pensate ad altro. C’è la nuova collezione moda autunno/inverno che vi aspetta nei negozi, tra un mese arriva il Black Friday, poi il Cyber Monday. Distraetevi signori Lucenti, godetevi la vita.

Niente da fare. I genitori di Giulia si pongono addirittura un quesito: “Perché la procura non ha aperto il fascicolo attraverso il nostro avvocato, Pier Francesco Rossi, abbiamo subito presentato un esposto notificando la morte improvvisa di Giulia. Ma il suo fascicolo non è mai stato aperto”.

Il papà della ragazza si chiede: “Perché la procura dispone l’autopsia per chi muore in un incidente stradale e non per una sedicenne che muore improvvisamente sul divano di casa dopo aver fatto il vaccino?”. Io aprirei un fascicolo su di lui, siamo di fronte ad un chiaro caso di dubbio doloso. E’ intollerabile che nel Terzo Millennio accadano ancora queste cose. Sarà mica un filino troppo zelante, signor Lorenzo?

Il pensiero eterodiretto, rectius informazione libera, funziona così bene che i genitori raccontano: “Non siamo riusciti a trovare un medico legale disponibile in tutta Italia che prendesse parte al riscontro diagnostico. Il nostro avvocato ha fatto chiamare in tutte le Regioni d’Italia, ma i medici erano tutti spaventati: c’è chi diceva che aveva paura di perdere il lavoro, e chi diceva di rimanere anonimo”.

Orwell e Huxley sono stati dei visionari, d’accordo, oggi però siamo avanti mille anche a loro.

Ed è solo l’inizio.

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