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Guerra ucraina: vinti e vincitori, ma solo economici

La situazione in Ucraina porterà a delle conseguenze. Ci saranno dei vincitori e dei vinti. Ma visto che non sarà una guerra convenzionale, non è tanto una questione di stabilire chi vincerà la guerra. Ma chi ci rimetterà e chi ci guadagnerà.

Il popolo ucraino è sicuramente la vittima più chiara. L’Ucraina o perderà la sua sovranità, o diventerà un paese a sovranità limitata. In fondo questa seconda condizione era già in parte effettiva. Ieri dipendeva totalmente dalle decisioni di Washington, domani rischia di dipendere solo dalle decisioni di Mosca. Oppure di vedersi amputata un’ampia parte del proprio territorio.

Gli americani hanno la posizione più vantaggiosa. Potranno tranquillamente ricollocare sul mercato europeo il loro gas, anche se molto più costoso e meno vantaggioso per l’ambiente. Nonché vendere forniture militari a peso d’oro.

Creeranno una assoluta indipendenza energetica, almeno per una parte del continente, quella che sa difendere meno gli interessi nazionali (scommetterei su di noi).

La Russia subirà qualche contraccolpo non indifferente

Riuscirà ad evitare l’adesione dell’Ucraina alla Nato, ed a riportare la propria influenza militare in quell’area.

Cina ed India, insieme a molti paesi non allineati, avranno la grande occasione di portare la Russia nella loro area di influenza. E conseguentemente, a ridiscutere la supremazia del dollaro nelle transazioni internazionali.

Potranno creare un modello sempre più forte ed alternativo a quello occidentale.

Un mondo non più unilaterale. Ma multipolare. Dove loro saranno magari anche maggioritari.

Paradossalmente la Russia non sarà isolata dal mondo. Oggi si è e/o è stata disallineata del tutto con un mondo ed avvicinata ad un’altra parte del mondo che non vede l’ora di mettere in minoranza l’occidente.

L’Europa non prende nessun vantaggio

La inconcludente Von der Leyen va in giro promuovendo se stessa, mentre gli stati continuano a fare i loro soliti giochetti centrifughi di depotenziamento dell’istituzione comunitaria.

Torneremo ad appaltare la nostra difesa unicamente alla Nato, quindi mettendo da parte qualunque serio progetto di cooperazione per una difesa ed una sicurezza comune europea. Elemento essenziale per qualunque ambizione seria di integrazione.

L’unico mediatore di peso serio è Erdogan, dimostrando che paradossalmente le democrazie occidentali sono prese in considerazione molto della meno della Turchia.

I costi dell’energia per gli europei leaviterano alle stelle. Le sanzioni alla Russia colpiranno tanto loro quando noi. Anzi vista la scarsa esposizione complessiva dell’economia russa verso l’estero, e la possibilità di attingere ad un mercato estremamente competitivo con quello asiatico, sicuramente pagheremo prezzo più alto noi.

Ma il problema più grave che sostanzialmente avremmo un altro muro di Berlino in casa. L’Europa sarà divisa.

Sì erigerà un muro culturale e noi diventeremo il nuovo fronte. Gli Stati Uniti sono separati dagli oceani.

Noi europei uccidiamo il sogno della nostra grandezza. Purtroppo i politici europei, soprattutto quelli che si definiscono responsabile come Letta, Macron, Scholz, sono dei monologhi con loro stessi. Continuano a cantare la storia di una superiorità morale occidentale ormai inesistente perché minata da noi stessi mettendola tante volte in discussione.

Ma soprattutto non ci rendiamo conto del profondo orgoglio dei popoli definiti emergenti che vogliono seppellire la forza dell’Occidente. Quello non lo vediamo. C’è una larga parte delle potenze emergenti che non vedono l’ora di vederci diventare complementari.

Che hanno un forte senso di rivalsa.

L’Europa avrebbe dovuto essere un mediatore. Riuscire a convincere Biden e Putin a scendere ad una trattativa politica. Invece adesso pagherà sulla sua pelle e sulla pelle dei propri figli, delle future generazioni quanto sta accadendo.

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