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Il centro fa centro se è centro

Il centro fa centro se è centro. Sembra uno scioglilingua. Invece è una constatazione, sull’unica prospettiva di uno schieramento. L’unica possibilità per l’area centrista di rappresentare qualcosa di concreto, sarebbe di essere una proposta slegata da destra e sinistra.

Un passato importante

Nella storia di questo paese la Democrazia Cristiana rappresenta, sicuramente l’apoteosi del potere centrista. Ma attualmente pensare di poter avere ancora Balena Bianca è anacronistico. Soprattutto per il fatto che le condizioni storiche non ci sono più.

Il centro riusciva a polarizzare uno schieramento importante, solo perché l’alternativa di destra o di sinistra porno non era accettabile per la sopravvivenza della Repubblica.

La  destra era rappresentata da un partito erede degli sconfitti di Salò, e la sinistra comunista era un partito satellite di Mosca.

Chiaramente tutto l’elettorato moderato poteva solo ed esclusivamente rivolgersi all’area centrale, per trovare una proposta per stabilizzare il paese.

Condizioni mutate

Attualmente la destra è pienamente inserita nel gioco democratico. Berlusconi è stato più volte eletto presidente del consiglio, ricordato dagli italiani come l’ultimo eletto direttamente su mandato popolare. E non ha certo instaurato dittature. Salvini ha fatto il Ministro dell’Interno. Giorgia Meloni è stata anch’essa ministro e vicepresidente della Camera. Attualmente rappresenta i conservatori europei, schieramento di solida tradizione liberale.

Esattamente come a sinistra il Partito Democratico è ormai forse il più lontano da Mosca. Non esiste più il rischio di essere inseriti in un sistema comunista antidemocratico, in caso di vittoria di quelli che erano gli eredi del Partito Comunista.

Attualmente sia il Partito Democratico, che Forza Italia che i partiti della destra sono un interlocutore accettabile per l’elettorato dei moderati.

Lo spazio politico

Ovviamente in uno scenario come questo lo spazio politico del centro è già di per se limitato. Ma diventa addirittura irrisorio se il centro si naturalizza, alleandosi a destra o a sinistra. A quel punto il centro fa una scelta di testa o di sinistra, ma viene chiaramente inserito in uno schieramento abdicando all’idea di essere terzo ed il polo attorno a cui ruota tutta la politica italiana.

Ciò chiaramente avviene anche perché la forza del centro oggi limitata, ma snaturalizzarne il senso ne indebolisce comunque il senso.

Da Calenda a Renzi

Ovviamente se la prospettiva di Renzi è Calenda sarà quella di chiudere un’alleanza con il Partito Democratico, la loro specificità ne risentirà. Soprattutto per Calenda. Da Renzi tutti si aspetta una convivenza con il PD. Calenda invece deve cercare di giocare la carta dell’uomo nuovo.Ed alcuni errori ci sono.

In primis qualunque alleanza con la sinistra toglierebbe forza alla sua battaglia alternativa. Renderebbe il PD protagonista della sua operazione, privilegiandolo con l’elettorato moderato.

In secondo luogo, l’avvicinamento di parte della sinistra e dei valori della sinistra colpisce quell’eletterato cattolico che tradizionalmente è stato la forza del centro. Un personaggio come Emma Bonino, non è facilmente digeribile con la sua tradizione  libertaria per i cattolici.

Se non si è un terzo Polo, per i centristi si perde il senso di esistere.

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