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Investindustral e i problemi dell’Ortofutticola del Mugello

Sul web, digitando “Inverstindustrial” appare Andrea Bonomi in doppio petto berlusconiano. Un biondo “Top Manager” finanziario, nei primi cento del ranking mondiale. A guardarlo bene ricorda un poco Leonardo DiCaprio, “Lupo di Wall Street”. Nel web è  scritto che gestisce Investindustrial, società di investimenti che vale, se ho letto bene, sei virgola cinque miliardi di euro.

Bonomi, col suo fondo, è proprietario del Corriere della Sera, e Repubblica lo definisce “Il finanziere che tutti chiamano in aiuto”.  Nel luglio scorso un giornale specializzato scrive: ”Per Investindustrial dopo una raffica di exit con rendimenti al 25%, in arrivo nuovi deal”. Bonomi intervistato afferma “quasi normale amministrazione”.

Ma perché questa ricerca?

Perché tra le proprietà di Andrea Bonomi c è anche l’Ortofrutticola Mugello di Marradi, che lavora marroni, occupa una ottantina di lavoratori e guadagna anche bene. Ma per guadagnare di più conviene chiuderla, e trasferire la produzione in provincia di Bergamo. Si chiama guadagno marginale. Naturalmente i lavoratori possono trasferirsi a Bergamo e mantenere il lavoro.

Per risolvere il problema di ottanta famiglie e di un territorio a rischio desertificazione, si sono attivati diversi sindacalisti e politici fiorentini tra cui Giani, Saccardi e Nardella. Contro Bonomi sono Davide contro Golia, ma senza la fionda. I nostri affermano di voler impedire assolutamente al Bonomi di chiudere lo stabilimento di Marradi.

Ci prendono in giro… il Bonomi dirà: “Sono un finanziere. Chiudendo garantisco un maggior guadagno ai miei investitori. Si chiama libero mercato. Lavoratori e impianti sono solo un costo, meno ne ho più guadagno. L’occupazione è una promessa elettorale”. Con questo chiuderà la bocca ai politici, e anche ai sindacati che si agiteranno, strepiteranno ma alla fine si troveranno a squadra dal Bonomi.

Tutto questo perché l’economia ha preso il sopravvento sulla politica. E la finanza ha preso il sopravvento sull’economia. Perché c’è chi crede, come i nostri amministratori democratici progressisti, che il mercato debba essere l’unico regolatore dell’economia.

Sbagliato, serve uno Stato regolatore. Servono le partecipazioni statali per comprare aziende sane come questa e impedire che 80 famiglie vadano sul lastrico. Perché il Mugello non diventi un deserto. Servono banche statali per contrastare le asimmetrie del mercato, magari per finanziare i dipendenti che vogliono rilevare l’azienda.

Il mercato non premia i migliori, prema i più furbi, i cinici e gli opportunisti. Premia quelli che non rispettano l’uomo e l’ambiente. Spetta allo Stato contrastare le storture del mercato. Ma questa è un’altra storia, siamo tutti liberisti col lavoro degli altri, specialmente i nostri amministratori locali.

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