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La canzoncina dei virologi: la Recita di Natale dei nostri tempi

Ho sperato fino all’ultimo che la canzoncina di Natale di Bassetti, Crisanti e Pregliasco fosse un deepfake.

Di quelli che fa Striscia con i politici facendoli cantare.

Invece no. Era tutto vero.

E allora mi son cascate le braccia come di dice a Firenze, per non dire altro.

Tre ricercatori, medici, virologi, ridotti ad eseguire un jingle (Bells) per reclamizzare un prodotto: i vaccini.

Uno spot canoro che sinceramente da rabbrividire, per gli intenti, per le parole, per la superficialità con cui è stato confezionato.

Ed anche per il suo aspetto larvatamente blasfemo, nel ridurre il Natale ad un pranzo da evitare ed una tombolata muniti di mascherina.

Il nonno non baciar‘: quel nonno che magari l’anno prossimo non ci sarà più, e la sua sedia vuota ricorderà di avergli negato anche l’ultimo gesto di affetto possibile. Per la sua salute, che avrebbe barattato volentieri per un abbraccio del suo nipotino.

La recita di Natale

C’era una volta la recita di Natale.

Nelle scuole ci si travestiva da Presepe per fare Festa. Perché i bambini avessero un momento giocoso ed istruttivo, per omaggiare il Signore sceso in terra.

Momenti di commozione per i genitori, e a volte di dura presa di coscienza della realtà per gli scolari, che vedevano i più facoltosi e dotati impersonare i protagonisti e loro facevano le pecorelle.

Ora le pecorelle siamo tutti noi, in questa recita fideistica dove la Scienza ha preso il posto della Religione.

Perché quello spettacolo pietoso è comunque una recita.

Ed è una recita rivolta ai più piccoli, surrettiziamente, per far loro canticchiare lo spot e chiedere a Babbo Natale il vaccino invece del giocattolo .

Ma la Scienza non è materia esatta, lo dimostrano i continui cambiamenti di linea per affrontare la pandemia, lo sanno coloro che hanno dovuto affrontare una malattia importante.

La medicina è fatta di intuizione, tentativi, aggiustamenti.

Non è un protocollo da applicare, e per arrivare ad esso comunque ci sono molte correzioni in corsa.

Come per accordare un pianoforte o registrare un carburatore si va per tentativi.

Ma il panorama desolante e deprimente degli anni 20 del 2000 impone un credo assoluto.

Ed ora ne fa anche una colonna sonora, stonata nei modi e nei temi.

Personalmente sono vaccinato e stimo tra i tre il solo Bassetti, capace di parlare in faccia anche ai politici. Fino ad ora almeno.

Vederlo insieme agli altri due intonare questa nenia bislacca è uno spettacolo difficile da accettare.

Persino per chi alle tre dosi si è sottoposto, con animo critico ma speranzoso. L’effetto su di noi vaccinati è sicuramente controproducente, e ci fa sentire come parti di una deprimente farsa.

Leggi anche: https://www.adhocnews.it/i-no-candix-mettono-a-rischio-il-natale/

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