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Lo scontro in Ucraina non conviene

Non conviene soprattutto perché se si dovesse arrivare al sodo, e la Russia dovesse entrare in territorio ucraino, Kiev cadrebbe in poche settimane. Alla guerra nucleare non vuole arrivarci nessuno, neanche il vecchio bizzoso zio Joe.

C’è però da valutare un aspetto non secondario. La Russia è forte, a una fede incrollabile nel suo destino, un grande orgoglio nazionale e soprattutto resistenza. E qui veniamo al sodo. Gli occidentali hanno la forza per fare i forti? E soprattutto sono disposti a pagarne le conseguenze?

La disastrosa situazione degli approvvigionamenti energetici, con i rincari delle bollette che massacreranno paesi allo stremo come il nostro, potrebbe aggravarsi al di là di ogni più nefasta previsione. I muscoli di un’Europa disarmata quali sarebbero? Perché a un certo punto bisognerebbe schierare una marea di soldati sui confini dei paesi orientali dell’Europa e ricominciare la guerra fredda con un muro de facto.

Certo avremmo centinaia di chilometri di vantaggio rispetto ai confini con l’Unione Sovietica, ma avremo uno svantaggio di fondo: il prezzo da pagare per la nostra volta potrebbe essere troppo alto.

L’America non può reggere due fronti contemporaneamente

I gloriosi Stati Uniti d’America pensavo veramente di poter sostenere un forte schieramento di truppe permanente ad est Europa? Certo potrebbero. Ma solo ed esclusivamente a discapito di un fronte che non possono permettersi di sottovalutare neanche per un minuto: quello del Pacifico. La Cina sicuramente ad oggi in Asia è in grado di tenere testa alla America ed a tutti i suoi alleati insieme.

Dunque gli americani sanno benissimo che non potrebbero permettersi di tenere il grosso delle truppe a difesa dell’Europa dell’est.

I britannici sono tradizionalmente battaglieri. Ma il loro impero è finito da tempo e le loro risorse non sono quelle degli Stati Uniti.

Servirebbe un grosso impegno di paesi europei che dovrebbero condividere i rischi e le grossissime spese. Quale governo europeo potrebbe permettersi di sostenere un impegno permanente di quel tipo? Quanti elettori sarebbero disposti a pagare i danni della crisi energetica, i danni derivanti dalle sanzioni su economie sofferenti e le enormi spese di un riarmo?

nvece paradossalmente la Russia potrebbe fruire in maniera certa dell’aiuto cinese. Gli ucraini non sono riusciti a domare i ribelli in Donetsk, Lugansk e Donbass.Figuriamoci se riuscirebbero a tenere in scacco l’esercito Russo.

Il problema si ripete. Una guerra di lungo corso, costi stratosferici ed un opinione pubblica Europea nettamente contraria. Un cattivo affare dal quale tenersi lontani.

Facciamo parlare la diplomazia. Washington sappia che la distinzione è necessaria ed è anche a suo vantaggio, per permettergli di contenere il dragone.

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