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Mammì (M5S): “serve incrementare presenza di Medici e Infermieri trasfusionisti”.

Per l’On. Stefania Mammì (M5S) serve urgentemente rimediare alla carenza di Medici e Infermieri trasfusionisti: “troviamo delle soluzioni assieme”.

La deputata pentastellata, Stefania Mammì, componente XII Commissione Affari Sociali, ancora una volta abbraccia il bisogno di una richiesta di aiuto, invocata dal Centro Nazionale Sangue, e interroga il Governo sulla base dei dati riportati nella bacheca del Sistema Informativo dei Servizi Trasfusionali che monitora la situazione nazionale.

Da alcuni mesi si stanno evidenziando gravi carenze di sangue per le trasfusioni in molte regioni, con flessioni più marcate in Campania, Lazio e Sicilia, ma con diverse altre che iniziano a registrare segnali preoccupanti, come Piemonte, Veneto e Lombardia.

“Sulla base di questa richiesta ho depositato una interrogazione ai Ministri Speranza e Gelmini – dichiara l’On. Mammì – per chiedere se e quali iniziative intendano assumere per porre rimedio alla carenza di medici ed infermieri per le operazioni di prelievo di sangue e garantire uniformi livelli essenziali di assistenza su tutto il territorio nazionale e se non ritengano opportuno intraprendere iniziative volte al rafforzamento del sistema trasfusionale pubblico e della medicina trasfusionale”.

Negli ultimi anni si sta registrando un progressivo calo di personale medico e infermieristico presso i centri di raccolta sangue ed emocomponenti su tutto il territorio nazionale, esacerbato a causa del contemporaneo impiego dello personale sanitario nelle attività legate alla pandemia da Covid-19.

“Già dal 2019 il sistema trasfusionale ospedaliero stimava un fabbisogno di 500 medici e infermieri per i dieci anni successivi a causa del turnover; la perdurante emergenza sanitaria ha ridotto ulteriormente la disponibilità del personale sanitario a prestare servizio nel settore trasfusionale – precisa l’Onorevole Mammì – Tale carenza sta seriamente mettendo a rischio tutte le prestazioni legate al sangue dalla raccolta, alle trasfusioni necessarie agli interventi chirurgici e alla cura di alcune malattie, come la talassemia. La situazione è ulteriormente esasperata dall’incompatibilità per i medici di Medicina Generale di prestare servizio per le associazioni di volontariato per la donazione di sangue; al fine di ovviare a questa limitazione, alcune Regioni stanno adottando diverse misure”.

“Una possibile soluzione, per ovviare alla penuria di personale presso i centri trasfusionali, prospettata anche dallo stesso CNS, potrebbe essere quella di prevedere il coinvolgimento dei medici frequentanti le Scuole di Specializzazione, nelle operazioni di raccolta sangue, stabilendo una deroga al regime vigente di incompatibilità. Può essere, inoltre, opportuno prevedere degli interventi volti anche a integrare l’assegnazione dei posti nelle scuole di Specializzazione in Ematologia e in Patologia Clinica e Biochimica Clinica, per poter fronteggiare la richiesta di specialisti. Un’ulteriore soluzione, per contrastare la carenza, potrebbe essere quella di valorizzare la figura professionale degli infermieri nel sistema di raccolta sangue, riconoscendoli delle funzioni più articolate nei centri trasfusionali”, conclude la deputata Stefania Mammì, componente Commissione permanente XII Affari Sociali

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