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Nicola, Infermiere: “Anche noi precari Covid abbiamo diritto ad essere stabilizzati”.

Ci scrive il collega Nicola: “anche noi Infermieri precari assunti con contratti Covid meritiamo la stabilizzazione. Siamo stati in trincea”.

Buongiorno,

vorrei rispondere al collega Del Vecchio che si erge nel suo articolo a​ difensore della Costituzione. Sono un Infermiere di 54 anni precario a servizio della ASL Caserta da novembre 2020 come “avvisista annuale” con prossima scadenza.

Fino a quella data ho lavorato nel privato in una regione dove la Costituzione vale meno della carta di giornale.​

Ho fatto l’OSS, straordinario non pagato, turni massacranti e stipendio da miseria nonché​ pagato sempre in ritardo di mesi.

Non ho mai percepito una tredicesima nei tempi giusti e sempre col contagocce.

Ho assistito 20 e più pazienti da solo con un OSS: ho dovuto sopperire alla mancanza di personale medico ed infermieristico, rischiando anche denunce.

È la costituzione? No quella non riguarda i furbetti che per più di 30 anni hanno dato l anima in strutture convenzionate e che adesso dopo un anno di pubblico vogliono farsi stabilizzare.Non riguarda quelli che,anche adesso che sembra stare meglio,sono bardati fino ai denti​ per assistere pazienti Covid.

No, i figli del Dio minore​ sono quelli che non hanno voluto rischiare la vita facendo avvisi pubblici nel periodo di pandemia e che oggi rimurginano della proposta del Governo.

Caro direttore, collega infermiere(??) o come voglia farsi chiamare: quelle persone che come me qualche mese fa erano i famosi eroi che non hanno percepito un solo euro in più, a cui è​ stata negata indennità di rischio,

NON COMMETTONO NULLA DI ANTICOSTITUZIONALE quando chiedono di essere stabilizzati. La Costituzione garantisce il lavoro per tutti e non penso che dopo un anno di servizio in guerra, si ha bisogno di fare un concorso.

Tanto è​ vero che la Madia consente la stabilizzazione senza concorso.

Ma questa è​ un’altra storia. Oggi ,come lei, è più facile mettersi dalla parte di chi ha sfruttato per anni la nostra categoria che non rallegrarsi che finalmente l Italia abbia preso coscienza di quanto infermieri effettivamente c è​ bisogno,al di là dell’ emergenza.

Non a caso la sanità privata sta facendo casino perché non trova schiavi da poter sfruttare.

Le auguro una buona giornata e soprattutto ricordi che si può​ definire infermiere solo chi lavora da infermiere.Le parole , i giudizi di chi si siede su poltrone e guarda attraverso j vetri, trovano il tempo che trovano e non fanno bene alla professione perché dividono.

Distinti Saluti.

Nicola Cennamo, Infermiere

* * *

Carissimo Nicola,

ho letto con attenzione quello che hai scritto e al di là delle offese personali nei miei confronti credo che la tua opinione sia meritevole di pubblicazione.

Capisco la tua voglia di far valere i tuoi diritti, ma credo che tutti gli Infermieri meritino la giusta considerazione.

Quello che dici sugli infermieri precari assunti con contratti Covid, cioè che sono stati impegnati in prima linea per combattere il Coronavirus è vero, ma è anche vero che tutti gli altri lo hanno fatto, anche chi ha un contratto a tempo indeterminato. Anzi proprio chi è di ruolo è stato costretto a formare spesso chi non lo era e a sopperire alle carenze tecnico-conoscitive dei neo-assunti. In pratica hanno lavorato più del dovuto. Lo scrivente, ad esempio, è stato impegnato per tutta la prima parte della Pandemia Covid direttamente sul fronte a difendere pazienti con Alzheimer, Demenze e problemi psichiatrici. Nella seconda fase, sempre in prima linea, ha sfidato il Covid tra le file degli Infermieri dell’Emergenza Territoriale. Pertanto il sottoscritto, oltre non è tra coloro che scrivono e giudicano da dietro una scrivania, ma al contrario scrive servizi e dirige questo quotidiano cercando di interpretare i sentimenti, i pensieri e le paure dei colleghi con cui vive l’esperienza pandemica direttamente.

Nel mio servizio, inoltre, ho scritto chiaramente come la penso: mancano 66.000 Infermieri? Potrebbero esserne assunti 33.000 fin da subito? Ben vengano le assunzioni, al di là se provenienti dai Concorsi, dalle Mobilità o dalle stabilizzazioni. Tutti hanno il diritto di lavorare e i Pazienti, non dimentichiamolo, hanno il diritto di ricevere le migliori cure possibili.

Termino qui la mia risposta e ti invito a continuare a seguirci e perché no anche a criticarci. I confronti, anche se duri, aiutano sempre a migliorarsi e a crescere.

Un abbraccio fraterno e in bocca al lupo per la stabilizzazione.

Angelo Riky Del Vecchio, Direttore quotidiano sanitario nazionale AssoCareNews.it

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