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Perché Consob boccia il bilancio di Bioera e delude Santanché

La Consob sbianca il ministro Santanché su Bioera e Piazza Affari ne risente: vendite in Borsa su Bioera dopo che la Consob ha attestato “la non conformità” del bilancio consolidato 2022: il titolo cede l’11% a 0,039 euro, sopra comunque i minimi di novembre a quota 0,015.

Ecco tutti i dettagli.

CHE COSA HA DETTO LA CONSOB SUL BILANCIO BIOERA

La Consob, dopo un’attività istruttoria che già lo scorso novembre aveva evidenziato “criticità” sul bilancio consolidato 2022 e sulla relazione finanziaria semestrale al 30 giugno 2023 di Bioera, nella quale, nel 2014, sono entrati in maggioranza Santanchè e l’allora compagno e padre del figlio della ministra Caio Mazzaro, ha attestato “la non conformità” del bilancio consolidato 2022 per l’inosservanza di diversi principi contabili internazionali. Immediate le ripercussioni sui listini con la quotata a Milano che cede a Piazza Affari il 4,55%.

A renderlo noto la società stessa di cui l’attuale ministro del Turismo è stata presidente fino al 2022 (ed era nel cda, scrive La Verità, dal 2012), specificando in un comunicato che la Consob in particolare “ha contestato la legittimità del deconsolidamento della partecipazione detenuta da Bioera nella Ki Group a partire da gennaio 2021, effettuata a seguito della cessione da parte di Bioera dell’89,9% di Umbria”.

I RILIEVI DELLA CONSOB SU BIOERA

L’Autorità di vigilanza “ha evidenziato come la cessione della partecipazione di controllo in Umbria non abbia pertanto comportato alcuna modifica sostanziale del controllo in capo a Bioera, con la conseguenza che Umbria, Ki e Verde Bio non avrebbero dovuto essere escluse dal perimetro di consolidamento del gruppo Bioera”, aggiunge la società.

“A parere della Consob, i fatti e le circostanze emersi nel corso dell’attività istruttoria hanno pertanto attestato la non conformità” del bilancio consolidato 2022 per l’inosservanza di diversi principi contabili internazionali, fa sapere Bioera.

IL PR5ESUNTO CONTROLLO SU UMBRIA E KI

Il deconsolidamento della partecipazione in Ki Group si è basato sull’”entrata in vigore di un patto parasociale tra Umbria e Immobiliare Dani Srl ai sensi del quale entrambi gli aderenti erano tenuti a votare secondo le indicazioni formulate da Umbria”, sostiene Bioera.

L’Autorità di vigilanza “ha evidenziato come, nonostante la cessione della quota di controllo di Umbria a un soggetto terzo, Bioera non avrebbe in realtà mai perso il controllo di Umbria e quindi della Ki, in quanto avrebbe ininterrottamente mantenuto la capacità di influenzarne la gestione attraverso l’operato di un consigliere di Bioera che avrebbe svolto il ruolo di amministratore di fatto, configurandosi in tal modo un’ipotesi ai sensi dell’Ifrs 10”, aggiunge la quotata in Borsa.

A partire dalla cooptazione di Giuseppe Farchione e Giorgio Campeggio, rispettivamente presidente e amministratore delegato della società, “il nuovo consiglio di amministrazione di Bioera ha ritenuto opportuno e necessario condividere le risultanze istruttorie contenute nella comunicazione dell’Autorità di Vigilanza del 28 novembre 2023 e, al fine di recepire le indicazioni sopra descritte” e “procede a diffondere al mercato i prospetti di stato patrimoniale e conto economico consolidati di Bioera al 31 dicembre 2022 e al 30 giugno 2023, redatti su base pro forma, ipotizzando che Umbria (e di conseguenza Ki e Verde Bio) non siano mai uscite dal perimetro di consolidamento. “Con riferimento a tali dati si fa presente che la società ha effettuato un’opera di ricostruzione a posteriori dei dati contabili, non avendo pieno accesso alle contabilità di Ki (peraltro nelle more oggetto di una sentenza di liquidazione giudiziale emessa dal Tribunale di Milano il 9 gennaio 2024) e Verde Bio”, spiega Bioera.

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