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Profilo OSS: cambia l’Accordo Stato-Regioni. Ecco le nuove competenze dell’Operatore Socio Sanitario.

Si va dritti spediti verso il nuovo Accordo Stato-Regioni sul Profilo dell’Operatore Socio Sanitario (OSS). Ecco la bozza provvisoria.

Lo hanno annunciato i colleghi del Quotidiano Sanità. Ecco pronta la bozza del nuovo Profilo Professionale dell’OSS, ovvero il possibile Accordo Stato-Regioni del 2022. L’ultimo risale a ben 21 anni fa.

Profilo Professionale dell’OSS. Accordo Stato-Regioni del 22 febbraio 2001. Ambiti di lavoro e competenze.

Il testo (qui in basso la bozza provvisoria) è quasi definitivo, ma potrebbe subire alcune modifiche dell’ultima ora.

Cambia il Profilo perché cambiano le esigenze degli Assistiti.

Nella bozza dell’Accordo, che dovrà essere approvato definitivamente nell’assise Stato-Regioni, si evince che tale revisione si rende obbligatoria per “la rilevanza della figura dell’operatore socio-sanitario presso le strutture sanitarie, socio-sanitarie e sociali del Paese per l’assistenza alla persona”.

E non è tutto, la modifica è giustificata per “le profonde modificazioni nelle realtà organizzative, clinico-assistenziali e sociali che si sono verificate negli ultimi vent’anni, nonché l’emergenza pandemica da Covid-19, tali per cui il profilo dell’operatore socio-sanitario delineato dall’accordo tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome nel 2001 rivela limitazioni non più funzionali al soddisfacimento dei bisogni attuali”.

La domanda di salute spinge su OSS più qualificati.

Formare meglio e costantemente gli OSS rientra nella domanda di salute degli assistiti. Il bisogno di operatori più qualificati è collegato “all’invecchiamento della popolazione, all’aumento della multimorbidità e cronicità che richiedono un continuo sviluppo di competenze di tutti gli operatori che a vario titolo intervengono nel processo di presa in carico, cura e assistenza della persona (…) dell’aumento della presenza di alunni con disabilità che richiedono assistenza durante la frequenza degli istituti scolastici”.

Ma cosa prevede la nuova bozza?

Nel documento si definisce che “l’operatore socio-sanitario è l’operatore che svolge attività finalizzate a soddisfare i bisogni primari e favorire il benessere e l’autonomia delle persone assistite in ambito sanitario, socio-sanitario e sociale” e che “l’operatore socio-sanitario svolge la propria attività in collaborazione con il professionista sanitario o sociale di riferimento, e in integrazione con gli altri operatori sanitari e sociali”.

I nuovi ambiti di competenza dell’OSS.

L’Operatore Socio Sanitario ha oggi nuovi ambiti di competenza, che possono dipanarsi tra abilità minime, esperienze essenziali e conoscenze complesse:

  1. Aiutare la persona assistita nel soddisfacimento dei bisogni di base e alla vita quotidiana.
  2. Assicurare igiene, sicurezza e comfort degli ambienti di vita e di cura della persona.
  3. Svolgere attività di assistenza alla persona a carattere sanitario e socio-assistenziale.
  4. Svolgere attività finalizzate all’integrazione con altri operatori e al lavoro in team.

I nuovo ambiti professionali dell’OSS.

Come ormai ampiamente risaputo l’OSS presta oggi la sua opera (anche in regime di libera professione) nei contesti:

  • sanitari;
  • socio-sanitari;
  • socio-assistenziali;
  • presso i servizi e le strutture ospedaliere e distrettuali, territoriali, residenziali, semi-residenziali;
  • presso le strutture scolastiche, le strutture penitenziarie, a domicilio dell’assistito;
  • presso altri contesti che in ragione dell’evoluzione delle organizzazioni e delle necessità assistenziali potranno necessitare della presenza dell’operatore socio-sanitario.

Ovviamente tocca a Regioni e Province autonome di Trento e Bolzano definire annualmente il fabbisogno formativo e il fabbisogno professionale di operatori socio-sanitari nonché provvedono all’organizzazione dei corsi di formazione nel rispetto delle disposizioni dell’Accordo.

Cambia la formazione.

Tra le novità assolute i nuovi ambiti formativi. La formazione dell’OSS cambia radicalmente, ma resta sempre nelle mani di Regioni e Province autonome di Trento e Bolzano che organizzeranno dei corsi specifici (anche delegando a privati).

Per l’accesso ai corsi di operatore socio-sanitario è richiesto l’adempimento al diritto dovere all’istruzione e formazione professionale ai sensi della normativa vigente e/o il compimento del 18 anno di età alla data di iscrizione al corso e il titolo di scuola secondaria di primo grado.

Il corso di formazione ha una durata complessiva non inferiore a 1000 ore, da svolgersi in un periodo di tempo non inferiore a 9 mesi e non superiore a 18 mesi. Il corso è strutturato in 2 moduli didattici: un modulo relativo alle competenze di base e un modulo relativo alle competenze professionalizzanti.

Il modulo delle competenze di base, finalizzato all’orientamento e motivazione al ruolo nonchè all’apprendimento delle conoscenze di base, ha una durata di almeno 200 ore di teoria.

Il modulo delle competenze professionalizzanti, finalizzato all’apprendimento delle conoscenze e competenze professionali, ha una durata di almeno 800 ore di cui: 250 ore di teoria, 100 ore di esercitazioni/laboratori, 450 ore di tirocinio.

La frequenza ai corsi è obbligatoria e non può essere ammesso all’esame di qualifica il corsista che abbia superato il tetto massimo di assenze indicato dalla Regione o Provincia autonoma di Trento e di Bolzano, che comunque non può essere superiore al 10% delle ore complessive. Sono ammessi all’esame di qualifica i corsisti che al termine del percorso formativo abbiano riportato valutazioni positive in tutte le materie di insegnamento e nel tirocinio.

Arriva il Coordinatori didattico dei Corsi OSS.

Anche questa è una assoluta novità. I Corsi di Formazione di Base per OSS avranno un loro coordinatore, che farà da garante per:

  • la realizzazione delle attività didattiche;
  • la progettazione del tirocinio e delle attività di studio guidato nonché l’integrazione tra la formazione teorica e il tirocinio.

Tale figura deve essere in possesso della laurea magistrale o titolo equipollente o riconosciuto equivalente, secondo quanto previsto dalla normativa vigente, sanitario, sociale o formativo ed esperienza professionale pluriennale in ambito sanitario, socio-sanitario, sociale o nella gestione di corsi di formazione per il profilo di Operatore Socio-Sanitario.

E finalmente la formazione continua per gli Operatori Socio Sanitari.

Ultima novità, ma non meno importante delle precedenti, l’obbligatorietà della formazione continua (presto arriveranno anche gli ECM per gli OSS?).

Gli Operatori Socio Sanitari saranno obbligati a frequentare eventi formativi di aggiornamento riguardanti gli ambiti operativi di competenza per una durata complessiva di almeno 15 ore annuali.

Ecco la bozza del nuovo Profilo dell’OSS:

Nuovo Profilo OSS 2022

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