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“Questa è la crisi della globalizzazione, del dollaro e dell’onnipotenza delle banche centrali”

Economia – “Non è la fine del mondo, ma la fine di un mondo”. Luca Fantacci è un’economista esperto di mercati finanziari e di criptovalute.  Insegna storia economica e economia politica all’Università degli Studi di Milano. E’ condirettore dell’unità di ricerca sull’innovazione monetaria (MINTS) al Centro Baffi Carefin dell’Università Bocconi. E ha una visione molto radicale su quel che sta accadendo. In particolare sul fatto che quella che stiamo vivendo oggi. Col prezzo delle materie prime che cresce. L’inflazione che si scarica sul potere d’acquisto di famiglie e imprese e la recessione che incombe in tutte le grandi economie del mondo. Sia una crisi sistemica, che parte da molto più lontano del 24 febbraio 2022, giorno in cui la Russia di Putin ha invaso l’Ucraina, e arriverà molto lontano, andando a minare tutte i capisaldi della nostra economia, o quasi: “Dal mio punto di vista la cosa più appariscente riguarda il sistema monetario – spiega Fantacci a Fanpage.it – e in particolare il ruolo del dollaro, quello che le banche centrali hanno avuto dalla crisi finanziaria del 2008-2009, la loro onnipotenza, la loro idea di poter intervenire su tutto, di poter risolvere tutto”.

È finita l’epoca dei bazooka, dei quantitative easing e dei whatever it takes, mi sta dicendo…

Il vero dato da cui dobbiamo partire è che è tornata l’inflazione. E quindi dire piuttosto che è la fine della possibilità delle banche centrali di adottare politiche espansive senza provocare inflazione. Non è che la storia comincia col bazooka di Draghi del 2012. È da quarant’anni che va avanti, questa storia.

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FONTE:Fanpage.it

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